Il monte Scalambra (1420 metri) non è altissimo, ma in una posizione isolata tra i monti Ernici, e questo consente, a chi arrivi in vetta, di godere una pace profonda, e un panorama a 360 gradi. Forse anche per queste caratteristiche, cinquant’anni fa il parroco di Serrone, monsignor Mario Proietto, che era assistente spirituale dell’Associazione Internazionale degli ex-combattenti e reduci, maturò l’idea di dedicare la vetta del monte alla Regina della Pace, a ricordo dei caduti di tutte le guerre. E organizzò la collocazione sulla cima del monte di una grande statua (3 metri) della Madonna, aggrappata alla Croce del suo Figlio, opera in bronzo dell’artista Francesco Perrone.

         

L’idea fu fatta conoscere a papa San Paolo VI, dal vescovo di Tivoli-Palestrina, che la benedisse con un messaggio dell’aprile 1976, che è riproposto ai piedi della statua mariana. “Siamo lieti di accogliere con mons. Vescovo di Palestrina il comitato costituito per le iniziative religiose che saranno prese in quella cara diocesi in occasione della posa di una statua della Madonna della pace sul monte Scalambra. Siamo certi che l’avvenimento, alla cui realizzazione collaborano tante nobili energie, avrà benefici effetti sulla vita spirituale delle vostre operose e forti popolazioni, e facciamo voti che esso contribuisca ad accrescere in esse la devozione, l’amore, la confidenza, l’intimità e il culto della Vergine Santissima, che giustamente avete voluto indicare con l’appellativo di Madonna della pace“.

Quest’anno si festeggiano i 50 anni della posa della statua, il prossimo 23 agosto. Il luogo è stato eretto in Santuario, alla cui cura provvedono la parrocchia di San Pietro di Serrone e una Congregazione, nata nel 2004, intitolata ai “Consacrati dello Spirito Santo e dell’Immacolata sua sposa”, gemellata con Medjugorie. Uno dei veggenti della Bosnia Ivan Dragicevic (oggi vive a Boston, sposato, padre di 4 figli) è venuto più volte al Santuario di Serrone: la Madonna apparve a lui e ai suoi cinque compagni, offrendosi con il titolo di “Regina della Pace”.

          

I volontari della Congregazione (che ha sedi anche a Portogruaro e appunto a Medjugorie) in questi giorni stanno lavorando per ripristinare il piccolo Santuario (dopo l’inverno di neve e gelo che qui colpisce sempre e danneggia la struttura) per preparare l’evento di agosto: dal 2016 è stato istituito anche un Premio Internazionale della Pace, giunto quest’anno alla sua undicesima edizione.

Negli edifici attorno alla vetta del monte sono le residenze dei consacrati e dei loro ospiti, attualmente una comunità di una quarantina di persone, che si dedicano alla conservazione del luogo (il Santuario), del circondario (il bellissimo bosco di lecci e faggi) e del vicino Eremo di San Michele Arcangelo (ahimé quasi sempre chiuso), romitorio del VI secolo, probabilmente fondato da San Benedetto lungo la sua via tra Subiaco e Montecassino.