All’origine del culto mariano del luogo c’è sempre un’immagine miracolosa della Madonna. Nel caso della chiesa di Santa Maria a Fiume, a Ceccano, c’è una statua di datazione incerta, ma attribuibile al X secolo, precedente alla costruzione di quella che fu una filiazione dell’abbazia di Fossanova. La statua, in legno di cedro del Libano, rimase intatta – e qui sta il miracolo – anche dopo i bombardamenti anglo-americani che rasero al suolo la chiesa.

          

L’edificio che vediamo è una fedele ricostruzione, voluta alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso. Il rosone, ricostruito dopo i bombardamenti con materiale originale, si compone di dodici colonnette da cui partono delle nervature che si alternano su piccoli capitelli. Le basi delle colonne sono unite da archetti posti in senso inverso con il cerchio centrale aperto a quadrifoglio.
Il portale d’ingresso è identico, negli elementi stilistici, a quello dell’originale chiesa. Sopra l’architrave poggia una lunetta con un affresco novecentesco. La costruzione originale, progettata ed eseguita da maestranze cistercensi di Fossanova (quindi databile tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo), fu voluta probabilmente da un abate di Fossanova, Giordano, figlio dei conti di Ceccano (l’antica rocca domina ancora la parte antica del borgo frusinate). L’impianto cistercense – che la rende simile anche all’abbazia di Valvisciolo (Sermoneta) – venne integrato da un colossale ciclo di affreschi, attribuiti a Giotto e alla sua scuola (il Maestro era amico del cardinale Annibaldo da Ceccano che riprogettò la chiesa nel XIII.XIV secolo), documentati fotograficamente, ma andati completamente distrutti nel bombardamento del 1944.

          

La chiesa di S. Maria a Fiume (de Flumine) è localizzata nella zona bassa del paese, sulla sponda sinistra del fiume Sacco. Venne costruita sui resti di un antico tempio romano dedicato a Faustina, zia di Marco Aurelio e moglie dell’imperatore Antonino Pio (138-161 dopo Cristo), che la volle divinizzata dopo la morte (vent’anni prima della morte di lui). Dopo i bombardamenti del 1944 tra le macerie della chiesa emersero molti resti romani, tra i quali una iscrizione dedicata proprio a una sacerdotessa di Faustina.
All’interno l’unico reperto completamente originale è il pulpito, del XIV secolo.