Non c’è solo l’outlet o MagicLand, Valmontone merita certamente una visita per la Collegiata di Santa Maria Assunta. La viabilità del paese è affaticata dal parco dei divertimenti e dai negozi del centro commerciale, ma se si riesce a salire in cima si può godere una suggestione molto romana: la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta suggerisce un déjà vu: somiglia moltissimo a Sant’Agnese in Agone di piazza Navona. E non a caso.

La chiesa romana e la collegiata di Valmontone hanno una storia intrecciata con la famiglia Doria Pamphili. Sant’Agnese (la foto nell’affresco di palazzo Doria Pamphili di Valmontone, accanto alla Collegiata) è la santa protettrice della famiglia e sul luogo romano del suo martirio papa Innocenzo X, un Doria Pamphili, volle costruire una chiesa memorabile (1652-1657), affidandola al genio di Francesco Borromini. Il nipote del pontefice, Camillo Pamphili, aveva in quegli anni acquistato le proprietà dei Barberini a Valmontone e volle costruire “Panfilia”, una sorta di città ideale, sul cucuzzolo del paese, con l’obiettivo di sottrarre alla vicina Segni la sede vescovile. Ma l’intento del cardinale Camillo è innanzitutto quello di costruire un sontuoso palazzo nobiliare. E lo realizza, accanto all’antica chiesa medievale che ha origini intorno al XIII secolo.
Trent’anni dopo aver costruito il palazzo, imponente, abbellito da affreschi in ogni sala, la famiglia Doria Pamphili, decide di costruire una chiesa adeguata al palazzo. E fa demolire l’antica chiesetta medievale e commissiona a Mattia de’ Rossi, allievo di Bernini, l’incarico di progettare un tempio barocco degno della famiglia devota a Sant’Agnese e alla chiesa di piazza Navona.

De Rossi aveva progettato pochi anni prima anche Santa Maria in Montesanto in piazza del Popolo (la chiesa degli artisti, come viene chiamata oggi), dove si era esercitato sulle piante ellittiche. Nella collegiata di Valmontone (168-1689) si ritrova sia il gusto barocco dell’ellissi (si vedono affiancate le assai simili planimetrie della Collegiata di Valmontone e della Chiesa di piazza del Popolo), sia la grandiosità monumentale ispirata a sant’Agnese in Agone (con le sue linee concave, il doppio campanile, il colonnato), una sintesi della lezione dell’avversario di Bernini – quel Borromini che forse venne chiamato anche a dar consulenza alla costruzione di palazzo Doria a Valmontone – con quella del campione del barocco barberiniano.

Il tempio barocco venne consacrato il 27 maggio 1703 dal vescovo di Segni Pietro Corbelli. L’interno ha sei cappelle laterali impreziosite da opere di noti pittori del Seicento (Govanni Conca, Agostino Scilla, Andrea Pozzo, Giacinto Brandi, Ciro Ferri, Pietro Locatelli) e un grande “cappellone” centrale con la pala dell’Assunta del pittore settecentesco Lorenzo Gramiccia di Cave.

Il secondo altare a sinistra conserva la statua lignea processionale del patrono san Luigi Gonzaga, mentre subito a sinistra dell’altare maggiore è la cappella della Madonna del Suffragio, con statua lignea moderna della compatrona di Valmontone.

La Collegiata e il vicino palazzo nobiliare costituiscono un blocco unico, anche se costruiti a distanza di trent’anni l’una dall’altro. Nel palazzo si incontrano affreschi luminosi di Gaspard Dughet e Guillaume Courtois che avevano lavorato nel palazzo Pamphili di piazza Navona.
