La Cappella d’Oro sorge sul retro del Santuario di Gaeta, dedicato a Santa Maria Annunziata. Il Santuario nel 1321 nasce come chiesa-corsia, accanto a un ospedale e un orfanotrofio. Abbellita e ingrandita nella seconda metà del Seicento, diventa Cattedrale. Tra gli abbellimenti più clamorosi nel XV-XVI secolo ci fu la costruzione di quella che prima venne chiamata Grotta d’Oro, poi Cappella d’Oro, per la decorazione del soffitto in legno scolpito e dorato. All’inizio interamente affrescata, poi dal 1531 allestita con un ciclo pittorico di Giovanni Filippo Criscuolo con scene della vita di Maria e di Gesù e al centro una Vergine senza Bambino dipinta da Scipione Pulzone, sottoposto a una lunetta con la Natività e un’adorazione dei Magi del Criscuolo.

Davanti a questa immagine della Vergine dipinta dal Pulzone nel 1582, amava raccogliersi in preghiera papa Pio IX, nei suoi diciassette mesi di esilio da Roma, tra il 1848 e il 1849. Nel suo terzo anno di pontificato (ne seguirono altri 28! Il papato più lungo della storia) papa Pio IX lasciò Roma. Era scoppiato il “48” che nell’Urbe esplose con l’assassinio di Pellegrino Rossi, che il Pontefice aveva appena chiamato a guidare il governo dello Stato pontificio. E si rifugiò a Gaeta. “Le violenze usate contro di Noi negli scorsi giorni, e la manifestante volontà di prorompere in altre […], Ci hanno costretto a separarci temporaneamente dai Nostri sudditi e figli, che abbiamo sempre amati e amiamo. Fra le cause che Ci hanno indotto a questo passo (Dio sa quanto doloroso è al Nostro cuore) una di grandissima importanza è quella di avere la piena libertà nell’esercizio della suprema potestà della Santa Sede, quale esercizio potrebbe dubitare l’Orbe cattolico che nelle attuali circostanze ci venisse impedito”.

Nelle sue meditazioni davanti alla Madonna del Criscuolo, nella Cappella d’Oro, il giovane pontefice (venne eletto nel 1846 a cinquant’anni) decise di sottoporre ai vescovi della Chiesa cattolica la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. Da Gaeta emana l’enciclica “Ubi Primun Nullis” (2 febbraio 1849) dove formula la prima stesura della verità di fede circa l’assenza del peccato originale nella generazione di Maria. La proclamazione del dogma avvenne l’8 dicembre 1854 con l’enciclica “Ineffabilis Deus”.

     

Meno di quattro anni dopo, in uno sperduto paesino ai piedi dei Pirenei, la piccola Bernadette Soubirous, si sentì rispondere dalla Signora che la “visitava” dall’11 febbraio con una serie di apparizioni, di essere l’Immacolata Concezione. Bernadette non sapeva di che cosa si trattasse. L’abate Peyramale si convinse della sincerità della giovane Bernadette, proprio per quella risposta acquisita dalla Bella Signora. Dopo molto scetticismo fu proprio l’abate a proteggere Bernadette, opponendosi al suo internamento come paziente mentale.
Dalla Cappella d’Oro di Gaeta iniziò quindi la misteriosa tessitura della storia (e della geografia) della fede che ripropose al centro la devozione per Maria.