All’esterno sembra una delle tante case addossate le une alle altre nel quartiere medievale di Alatri, la Carcìa delle Piagge, cioè nella zona esterna alle grandi mura poligonali che delimitano l’antica acropoli pre-romana.

Invece è la chiesa di San Silvestro, una delle più antiche del paese, menzionata dal 1220, ma costruita sopra una cripta – detta “Maria Stella del Mattino”, con un piccolo abside, un sedile in pietra, un altare e resti di affreschi – riconducibile al IX secolo.

       

Dalle incrostazioni della parete destra emerge un affresco raffigurante un ignoto santo benedicente, di gusto tipicamente bizantineggiante, evidente nell’atteggiamento di assoluta frontalità e nella gamma dei colori in cui predominano ocre, rossi e azzurri.

       

Originariamente all’interno vi era un’unica navata con una piccola abside sul fondo, ma nel 1331 a sinistra, guardando l’ingresso, ne venne aggiunta un’altra.

Con il passare degli anni perse la sua funzione e venne addirittura murata fino al 1939, quando le bombe della seconda guerra mondiale aprirono una breccia nel muro, riportando alla luce i suoi numerosi affreschi e il campanile opera di Andreotto e Giovanni di Guidotto da Pisa (1302).

Gli affreschi che rendono appetibile la visita sono abbondanti in entrambe le parti della chiesa: sia nella navata originale, sia nel catino absidale – l’Incoronazione della Vergine con i santi Giovanni Battista ed Evangelista, e a destra della stessa abside, il San Silvestro affiancato dal particolare simbolico del drago – sia nella nave aperta nel 1300 e poi murata, con una teoria di santi, raffigurati come tanti ex voto, cioè senza un percorso narrativo, ma solo come effigi da venerare e ringraziare.

Sulla parete del presbiterio, probabilmente più tardi, altri affreschi riferiti al XIV-XV secolo: sono riconoscibili le figure di san Sebastiano, di san Leonardo, di sant’Antonio abate e di una Madonna in trono con Bambino.

A questa teoria di santi segue il trittico raffigurante la Deposizione di Cristo nel Sepolcro (XV secolo).

         

Lungo il perimetro orientale della chiesa troviamo, benché mutila per l’apertura di una finestra (dove oggi c’è la statua di san Silvestro papa), un’Annunciazione attorniata da figure di santi, tra i quali l’evangelista Giovanni facilmente individuabile dal cartiglio che impugna con la scritta “in principium erat verbum”.

A conclusione di questo straordinario ciclo di affreschi vi era, fino a qualche tempo fa, una colossale Fuga in Egitto, di cui non rimane che qualche misero frammento a seguito dei danni riportati durante il secondo conflitto mondiale.

Il quartiere dove sorge la Chiesa di San Silvestro era quello delle botteghe artigiane di Alatri, dove si produceva il “famoso” “Panno d’Alatri”, un panno di lana considerato resistentissimo e per questo meritevole del nome. La dedicazione della chiesa a San Silvestro ne testimonia la vetustà.

San Silvestro (morto nel 335) è il papa che si trova a guidare la chiesa negli anni di Costantino, molto spesso “oscurato” dall’Imperatore, anche nel Concilio di Nicea, dove Silvestro non partecipò anche per motivi di età e malattia.

Ma a papa Silvestro si devono le prime grandi costruzioni di Roma: dal progetto per la prima chiesa del Laterano, fino a quello della nuova Chiesa Cattedrale, sul luogo delle reliquie di San Pietro.

Dedicare una chiesa al papa santo è segno di una devozione quasi anti-imperiale, assai praticata nel Medio Evo, durante il confronto tra Papa e Imperatore.