Il 22 marzo 1888 la Madonna apparve a Fabiana Cicchino, detta Bibiana. Era una signora di 35 anni che pascolava il suo agnellino sul colle di fronte a casa sua, Guasto, frazione di Castelpetroso (provincia di Isernia). Nell’anfratto di una roccia, vide una gran luce, accostò gli occhi e vide una signora in abiti splendenti, semi-inginocchiata, con le braccia tese, come ci si pone nell’atto di offrire qualcosa, e di fronte, la sua offerta, il corpo morto di un uomo: la Madonna e il Cristo morto. Chiamò l’amica, coetanea, Serafina Valentino, detta Libera, che con lei portava al pascolo anche la sua pecorella. Ma Libera non vide nulla e guardò l’amica come si guarda una visionaria, non una veggente.

Dieci giorni dopo l’apparizione, nello stesso luogo, si ripeté davanti agli occhi di Bibiana e questa volta anche Libera vide. La descrizione dell’immagine fu la stessa: la Madonna Addolorata, davanti al corpo senza vita di Gesù.
Dopo la reticenza le due donne raccontarono tutto al parroco. E tutti seppero. E molti incominciarono a salire alla roccia delle apparizioni. E tantissimi videro: Diamante Cicchino (5 aprile), Teodora Venditti (24 aprile), Maria Cifelli (8 maggio), Rachele Cifelli (16 maggio), e poi Filomena Rendine, i fratelli Alfonso e Alfredo Alemagna, Giuseppe Mignella… Il primo elenco di testimonianze firmate, nel corso del 1888, è lungo un centinaio di nomi. Compreso quello del vescovo di Boiano, monsignor Francesco Macarone Palmieri che il 26 settembre, su esplicita richiesta di papa Leone XIII, fu spinto a visitare il luogo di quelle apparizioni che incominciavano a far parlare a Roma. E testimoniò in lacrime di aver visto la stessa immagine descritta da Bibiana sei mesi prima.

         

Molti giornali incominciarono a parlare dei fatti di Castelpetroso. Solo giornali “cattolici”. L’Italia istituzionale, compresi i primi “grandi” quotidiani – tra gli anni sessanta e settanta del 1800 nacquero molte testate, compreso il Corriere della sera – era rigorosamente laica e massonica. Certamente disinteressata ai racconti di religiosità popolare e soprattutto se provenienti dal Sud Italia.
Tra i direttori della stampa cattolica dell’epoca c’era Carlo Acquaderni, bolognese, fratello del conte Giovanni Acquaderni, fondatore dell’Azione Cattolica. Dirigeva “il Servo di Maria”, giornale della Confraternita dei Servi di Maria. Quindi era particolarmente attento a ogni “notizia” mariana. Quando lesse delle apparizioni di Castelpetroso – e dei pellegrinaggi che già si stavano sviluppando – su “La buona settimana” di Torino, decise di andare di persona a vedere. Il suo fervore di giornalista e di giornalista cristiano si univa a una ferita personale e familiare: sposato, aveva due figli, Maria, la più piccola, e Augusto, 12 anni, afflitto da una incurabile tubercolosi ossea.
Quando nel novembre del 1888 giunse a Castelpetroso cercava testimonianze e miracoli. Anche per suo figlio. Sul luogo dell’apparizione era da poco sgorgata una sorgente che molti già consideravano miracolosa. Acquaderni si affacciò alla roccia, non vide nulla. Bevve l’acqua ed ebbe l’idea di portarne una borraccia a casa. La fece bere al figlio, a Bologna. Il piccolo Augusto guarì completamente dalla malattia.
A questo punto Carlo Aquaderni torna a Castelpetroso per ringraziare del miracolo, con il piccolo Augusto. Nel gennaio 1889 entrambi, Carlo e il figlio Augusto, si aggiungono alla lista delle centinaia di persone che testimoniano di aver visto la Madonna Addolorata. Da allora su “Il Servo di Maria”, fino alla morte di Carlo Acquaderni nel 1912, si accumulano racconti, testimonianze, confessioni sulle apparizioni e sui miracoli.
Fu proprio la famiglia Acquaderni a ingaggiare l’impresa di costruzione Gualandi per costruire il santuario che oggi vediamo in stile tardo-gotico. Un’altra lunga storia, tra le due guerre, con risorse economiche scarse, spesso donate dai fedeli del territorio. Il Santuario fu consacrato “solo” nel 1975. Due anni prima san Paolo Vi aveva proclamato la Madonna di Castelpetroso patrona del Molise. Il 19 marzo 1995 san Giovanni Paolo II venne in pellegrinaggio.

C’è chi ha usato l’espressione “piccola Lourdes” per indicare Castelpetroso. Ma è una storia tutta diversa, miracolosamente diversa e stranamente poco raccontata ai più: a Lourdes (trent’anni prima) l’unica veggente fu la piccola santa Bernadette; qui, dopo le due veggenti centinaia furono quelli che videro l’apparizione. Là, come in tanti altri luoghi, la Vergine consegnò un messaggio, parlò. Qui la Madonna apparve sempre silente, offerente il suo dolore. Le due veggenti non fecero una scelta religiosa, entrambe si sposarono, ebbero figli. Bibiana ogni anno tornò al luogo dell’apparizione, fino al 1939, quasi novantenne, pochi giorni prima di morire.

         

         

Il luogo delle apparizioni è poco sopra a quello su cui sorge il Santuario: 750 metri in salita, che sviluppano la cosiddetta “via Matris”, scandita da sette tappe, i sette dolori della Madonna (la profezia di Simeone alla presentazione al Tempio, la fuga in Egitto, la ricerca affannata del piccolo Gesù al Tempio, l’incontro con Gesù sulla via del Calvario, la Crocifissione, la deposizione, la visione del corpo del Cristo morto al sepolcro). Un piccolo sentiero per pregare il Rosario, o almeno per contemplare – grazie alle statue in bronzo accanto alle sette edicole – il percorso del dolore della Vergine, della Chiesa, di ciascuno di noi.